L'ebola si presenta come una normale influenza, con mal di gola, stanchezza, dolori muscolari, divenendo sempre più grave col passare delle ore; a seguire compaiono forte diarrea, eruzioni cutanee, ulcerazioni nella gola, vomito, dolori addominali e al torace. Essendo reni, fegato e milza i bersagli preferiti, diminuisce la funzionalità di questi organi ed appaiono le prime emorragie interne ed esterne, i capillari e gli organi interni infatti "esplodono" provocando le emorragie. Nella fase finale nei capillari del malato si formano minuscoli coaguli di cellule morte che producono lividi sulla pelle e diventano vesciche che si dissolvono come carta bagnata. Dopo uno o due giorni le arterie sanguinano e il sangue fluisce da ogni orifizio del corpo: occhi, orecchie, naso. A questo punto il paziente vomita un liquido nero, segno della disintegrazione dei tessuti. Dall'insorgenza dei primi sintomi la morte sopraggiunge tra i sette ed i quattordici giorni; la fase di incubazione varia da due a ventuno giorni, ma più comunemente tra i cinque e i dieci giorni. Il virus ha un'alta trasmissibilità e attacca con il contatto diretto dei fluidi della persona infetta (sangue, secrezioni, trapianto di organi, rapporti sessuali) ma non si trasmette per via aerea. Il virus della febbre di Crimea, per via della somiglianza con il virus ebola, è stato ribattezzato virus della febbre di Crimea-Congo.